La «verifica dei bonus» che si è trascinata per anni: come IronFX ha bloccato i prelievi dei clienti
Nel febbraio 2015 uno dei più grandi broker forex del mondo ha cominciato a bloccare in massa ai clienti il prelievo del loro stesso denaro. La spiegazione ufficiale suonava burocraticamente innocua: la società stava svolgendo una «verifica dei bonus». In realtà, secondo una successiva inchiesta giornalistica e un'ispezione dell'autorità di vigilanza cipriota, l'ammanco sul denaro dei clienti all'interno del gruppo ammontava a circa 176 milioni di dollari.
IronFX Global si era costruita la reputazione di uno dei maggiori operatori del forex retail e dichiarava un volume annuo di operazioni della clientela pari a circa 1.000 miliardi di dollari. La società era registrata a Cipro e sottoposta alla vigilanza dell'autorità locale CySEC; le dimensioni dell'attività alimentavano l'impressione di affidabilità e solidità finanziaria.
Già dal febbraio 2015 la CySEC, sullo sfondo di una pressione pubblica crescente alimentata da numerosi reclami di clienti sui ritardi nei prelievi, ha avviato un'ispezione sulla società. Nell'agosto 2015 IronFX ha spiegato pubblicamente quei ritardi con una «verifica delle condizioni dei bonus»: stava cioè controllando, sosteneva, se i clienti avessero abusato dei programmi promozionali. Secondo la valutazione degli ispettori, la formula con cui la società calcolava gli importi spettanti ai clienti all'esito di quelle «verifiche» era penalizzante proprio per i clienti e operava di fatto a vantaggio del broker.
Nel novembre 2015 la CySEC ha chiuso la vicenda con un accordo transattivo, all'esito di un'ispezione sulle dieci maggiori società di investimento cipriote, imponendo alla società una sanzione di appena 335.000 euro: una cifra sproporzionata rispetto all'ammanco dichiarato di 176 milioni di dollari. La società non ha ammesso alcuna violazione e ha proseguito la propria attività, presentandosi nel tempo con altri marchi.
Pubblicato il 26 marzo 2021
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