Un buco da 15,9 milioni di sterline: come WorldSpreads ha occultato l'ammanco sui fondi dei clienti
Quando l'autorità di vigilanza britannica FCA ha finalmente esaminato a fondo i conti di WorldSpreads, il quadro era questo: l'ammanco sul denaro dei clienti ammontava ad almeno 15,9 milioni di sterline. L'aspetto più inquietante della vicenda non è la frode in sé, ma chi l'ha commessa. Non truffatori esterni né hacker, bensì il direttore finanziario e il controller della società stessa: cioè le persone la cui posizione era stata creata proprio per garantire la correttezza della rendicontazione.
WorldSpreads Group (WSL) operava sul mercato britannico dello spread betting e del trading in CFD, offrendo ai clienti prodotti su indici, valute e materie prime. La società era quotata, trattata sull'AIM della Borsa di Londra, e riferiva con regolarità ad azionisti e autorità di vigilanza sullo stato dei conti della clientela e sulla propria situazione finanziaria.
Le norme britanniche impongono che il denaro dei clienti sia custodito separatamente dagli attivi operativi della società. È esattamente questo confine che il direttore finanziario Niall O'Kelly e il controller Lukhvir Thind hanno sistematicamente reso indistinguibile, falsificando informazioni finanziarie chiave sui debiti verso la clientela e sulla liquidità della società — dati che venivano poi trasmessi ai revisori esterni. Al 31 marzo 2011 la distorsione nella rendicontazione aveva raggiunto i 15,9 milioni di sterline.
Quando la situazione reale è venuta alla luce, la società si è rivelata incapace di far fronte ai propri obblighi verso i clienti. Il 18 marzo 2012 l'Alta Corte d'Inghilterra ha disposto l'apertura di una procedura di amministrazione speciale (Special Administration) su WorldSpreads Limited.
Nell'aprile 2017, cinque anni dopo il crollo, la FCA ha inflitto a O'Kelly (11.900 sterline) e a Thind (105.000 sterline) sanzioni pecuniarie e l'interdizione dal settore finanziario per la falsificazione della rendicontazione. In parallelo l'autorità ha esaminato a parte la condotta dell'ex amministratore delegato Conor Foley per abuso di mercato: nei suoi confronti era stata inizialmente prospettata una sanzione da 659.000 sterline, poi sostituita da una censura pubblica in ragione delle difficoltà finanziarie dell'imprenditore.
Pubblicato il 8 febbraio 2021
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