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Effetto domino: come il crollo di un solo hedge fund ha travolto una piattaforma cripto con milioni di clienti (Voyager Digital)

Voyager Digital si presentava come un broker comodo e sicuro per i piccoli investitori in criptovalute e lasciava perfino intendere ai clienti una tutela dei depositi analoga a quella dei conti bancari: un'affermazione che in seguito ha costretto le autorità di vigilanza a intervenire. Dietro quella facciata c'era però una concentrazione di rischio critica: la piattaforma aveva erogato il 60% del proprio portafoglio crediti a un'unica controparte, l'hedge fund Three Arrows Capital (3AC), che non ha restituito debiti per 650-666 milioni di dollari. Il 5 luglio 2022 Voyager ha avviato la procedura concorsuale, diventando una delle vittime più clamorose dell'effetto domino che quell'estate ha attraversato il mercato delle criptovalute.

Voyager conquistava i clienti con l'immagine di un broker affidabile e regolamentato: in particolare, la piattaforma si presentava pubblicamente in modo tale da ingenerare nei clienti l'idea che i loro depositi in dollari fossero assicurati come su un conto bancario, ragione per cui ha poi ricevuto dalle autorità di vigilanza statunitensi l'ordine di smettere di trarre in inganno la clientela sulla tutela dei depositi. Quell'apparenza di solidità attirava depositi, che venivano poi impiegati per prestiti a controparti istituzionali.

La più grande e la più rischiosa di queste controparti è stata Three Arrows Capital: a essa faceva capo quasi il 60% dell'intero portafoglio crediti di Voyager, in particolare un prestito costituito da 15.250 BTC e 350 milioni di USDC. Quando, tra la primavera e l'estate del 2022, il crollo di Terra/LUNA e la caduta generale del mercato hanno colpito le posizioni di 3AC, il fondo non è più riuscito a far fronte alle richieste di margine sulle proprie obbligazioni.

Il 27 giugno 2022 Voyager ha dichiarato ufficialmente l'inadempimento di 3AC sul prestito non restituito; lo stesso giorno un tribunale delle Isole Vergini Britanniche ha disposto la liquidazione del fondo. Senza alcuna possibilità di coprire quel buco nel proprio bilancio, il 5 luglio 2022 Voyager ha presentato istanza di procedura concorsuale ai sensi del Chapter 11.

Circa 270 milioni di dollari sono stati restituiti ai clienti attraverso la procedura concorsuale; il resto delle attività è stato distribuito gradualmente nell'ambito di un piano di riorganizzazione che prevedeva l'assegnazione di cripto-attività, di azioni della società riorganizzata e di una quota dei crediti verso 3AC. Non ci sono condanne penali a carico del vertice di Voyager; i fondatori di 3AC, invece, hanno dovuto affrontare conseguenze giudiziarie autonome per essersi rifiutati di collaborare con i liquidatori del fondo.

Perché è importanteIl crollo di una piattaforma non è necessariamente la conseguenza di un inganno deliberato: a volte è il risultato di una concentrazione eccessiva del rischio di credito su un'unica controparte.

Pubblicato il 14 febbraio 2025

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