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Fuggire con 2 miliardi di dollari, prendere 11.196 anni di carcere e non restituire comunque il denaro (Thodex)

La borsa turca Thodex prometteva a quasi 400.000 persone una strada facile verso la ricchezza in criptovalute. Quando è arrivato il momento di pagare il conto delle promesse, il suo fondatore ha scelto un'altra strada: quella per l'aeroporto. La vicenda Thodex è uno dei pochi casi in cui al crollo di una borsa cripto è seguita una condanna che si misura in migliaia di anni di carcere, ed è al tempo stesso uno degli esempi più eloquenti del fatto che una pena severa non restituisce ai danneggiati neppure un dollaro.

Thodex operava in Turchia dal 2017 e in pochi anni si era costruita la reputazione di una delle borse cripto locali più popolari: la piattaforma faceva pubblicità aggressiva, regalava criptovalute ai nuovi utenti e si presentava come la porta d'ingresso più semplice al mondo cripto per i comuni risparmiatori turchi.

Nell'aprile 2021 Thodex ha bloccato all'improvviso, per tutti gli utenti, la possibilità di prelevare fondi. Mentre i clienti cercavano ancora di capire che cosa stesse succedendo, il fondatore Faruk Fatih Özer aveva già lasciato il paese ed era fuggito in Albania. I danneggiati sono stati circa 390.000 e il totale delle perdite è stimato fino a 2 miliardi di dollari.

Özer è rimasto nascosto in Albania per più di un anno, fino all'arresto nell'agosto 2022 e all'estradizione in Turchia nell'aprile 2023. Il 7 settembre 2023 un tribunale di Istanbul lo ha giudicato colpevole di truffa, di costituzione e direzione di un'organizzazione criminale e di riciclaggio, infliggendogli una pena che si legge come «11.196 anni di carcere» (più precisamente 11.196 anni, 10 mesi e 15 giorni) e una multa di 135 milioni di lire turche.

I numeri reali del recupero del denaro sono deprimenti: secondo le stime, dei circa 2,6 miliardi di dollari di perdite i danneggiati sono riusciti a recuperarne soltanto 4 milioni circa. Nel novembre 2025 Özer è stato trovato morto nel carcere turco di Tekirdağ; secondo la ricostruzione degli inquirenti si è trattato di suicidio.

Perché è importanteNemmeno la condanna più dura equivale alla restituzione del denaro. Quando una piattaforma blocca all'improvviso «in via temporanea» il prelievo dei fondi, è uno dei segnali più pericolosi, ed è proprio in quella fase che occorre muoversi con la massima rapidità.

Pubblicato il 15 dicembre 2025

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