Il miliardario che si è portato nella tomba le chiavi del denaro di 76.000 persone (QuadrigaCX)
Che cosa succede quando l'unica persona che conosce la password di milioni di dollari di fondi dei clienti muore all'improvviso? I clienti della borsa canadese QuadrigaCX hanno scoperto la risposta sulla propria pelle, ed è costata loro 215 milioni di dollari. Per anni la piattaforma è sembrata la storia di successo esemplare di una giovane fintech canadese. In realtà, dietro quella facciata, c'era il potere solitario del fondatore, che nessuno ha mai verificato.
QuadrigaCX era una delle borse di criptovalute più note del Canada e il suo fondatore, Gerald Cotten, appariva in pubblico come il tipico giovane imprenditore della nuova era finanziaria: accessibile, presente sui media, sempre pronto a commentare il mercato cripto per i giornalisti. La fiducia dei clienti era rafforzata dalle dimensioni della piattaforma: migliaia di canadesi vi tenevano i propri risparmi e la consideravano un operatore di rilievo sistemico e affidabile del mercato locale. Il problema era che Cotten controllava da solo tutti i wallet della borsa: nessuna separazione dei ruoli, nessun controllo indipendente, nessuna registrazione presso l'autorità di vigilanza sui mercati finanziari.
L'indagine ufficiale dell'autorità canadese di vigilanza sui mercati finanziari (OSC), pubblicata nel giugno 2020, ha accertato che QuadrigaCX funzionava di fatto come uno schema piramidale. Secondo le conclusioni della OSC, Cotten apriva conti sotto pseudonimo e si accreditava saldi fittizi in valuta fiat e in cripto-attività, con i quali poi negoziava contro i suoi stessi clienti, ignari di tutto. Quando i prezzi delle cripto-attività non si muovevano a suo favore, sulla borsa si apriva un ammanco nei fondi destinati ai prelievi, e Cotten copriva quell'ammanco con i depositi dei nuovi clienti: il classico schema Ponzi. Una parte del denaro l'ha inoltre trasferita, senza alcuna autorizzazione né informativa, verso piattaforme di trading esterne; un'altra parte l'ha impiegata per il proprio tenore di vita.
Tutto è crollato nel dicembre 2018, quando Cotten è morto durante un viaggio in India. Con lui è scomparsa l'unica persona che aveva accesso ai wallet «freddi» della borsa. Si è poi scoperto che l'accesso a una parte consistente delle riserve dichiarate semplicemente non esisteva già prima della sua morte: il denaro dei clienti era già stato sottratto molto tempo prima che sparisse la possibilità stessa di accedervi.
I danneggiati sono stati oltre 76.000 clienti, per un totale di circa 215 milioni di dollari. Al termine di anni di procedimenti giudiziari sono stati rimborsati soltanto circa 46 milioni di dollari, poco più di un quinto delle pretese complessive. Poiché Cotten è morto prima di qualsiasi processo penale, l'intera vicenda è rimasta senza una sentenza: esiste solo l'accertamento amministrativo dell'autorità di vigilanza sulla frode commessa.
Pubblicato il 15 luglio 2020
Riconosce la sua situazione in questo caso?
Ci racconti brevemente il suo caso: la aiutiamo →

