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OneCoin: la criptovaluta che non è mai esistita

Milioni di persone in tutto il mondo hanno comprato una criptovaluta il cui prezzo, in realtà, nessuno poteva verificare: dietro non c'era alcuna blockchain. Al posto di un registro aperto delle transazioni, il prezzo della moneta veniva fissato a tavolino ogni giorno all'interno dell'azienda stessa. Così si presentava OneCoin, un progetto che i suoi creatori definivano il «killer di Bitcoin» e che si è rivelato uno dei più grandi schemi piramidali della storia delle criptovalute.

Nel 2014 la bulgara Ruja Ignatova ha presentato al mondo OneCoin come presunta criptovaluta rivoluzionaria del futuro. Il progetto è stato promosso in modo massiccio attraverso il network marketing: i partecipanti acquistavano pacchetti formativi contenenti «token» e ricevevano un compenso per ogni nuova persona reclutata — la struttura classica di uno schema piramidale, travestita da prodotto finanziario ad alta tecnologia. A differenza delle vere criptovalute, il prezzo di OneCoin non si formava sul mercato né attraverso le negoziazioni in borsa, ma veniva stabilito internamente dall'azienda, e non esisteva alcuna blockchain pubblica verificabile in modo indipendente.

Lo schema è cresciuto per anni, attirando milioni di partecipanti in decine di Paesi, fino alla scomparsa di Ignatova nell'autunno del 2017: non si è presentata a un intervento in programma a Lisbona e da allora non si sa dove si trovi. Il danno complessivo per gli investitori, secondo le stime degli inquirenti, ha superato i 4 miliardi di dollari.

Nel 2022 Ruja Ignatova è entrata nell'elenco dei dieci latitanti più ricercati dall'FBI, dove figura tuttora: nei suoi confronti non è stata pronunciata alcuna sentenza e nel procedimento risulta come persona che si sottrae alla giustizia. Suo fratello Konstantin Ignatov si è dichiarato colpevole di concorso e ha collaborato con gli inquirenti, ottenendo per questo una pena relativamente mite — 34 mesi di reclusione — ed è stato scarcerato.

Il cofondatore del progetto, Karl Sebastian Greenwood, ha invece contestato le accuse, ma nel settembre 2023 è stato condannato dal tribunale del Distretto Meridionale di New York a 20 anni di reclusione per l'organizzazione dello schema.

Perché è importanteUna vera criptovaluta si può verificare pubblicamente: attraverso una blockchain aperta ed exchange indipendenti. Se il prezzo di un attivo lo decide la società che lo emette e non il mercato, allora non è un investimento, ma uno schema piramidale.

Pubblicato il 15 ottobre 2023

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