InsideOption / SecuredOptions — dalla denuncia di una vittima di Singapore all'arresto per truffa ed estorsione
Immaginate un broker di opzioni binarie che per anni ha promesso a clienti di tutto il mondo guadagni facili indovinando l'andamento dei cambi e dei titoli, e che invece ne ha prosciugato sistematicamente i risparmi. Era esattamente questo il meccanismo delle società israeliane InsideOption e SecuredOptions. Il crollo non è cominciato con una grande indagine di vigilanza, ma con una sola lettera: la denuncia di una donna di Singapore che aveva perso fino a 500.000 dollari. La polizia di Tel Aviv ha raccolto la segnalazione e nel giro di pochi mesi si è trovata davanti a un'intera rete fraudolenta, con elementi di vera e propria estorsione.
InsideOption e SecuredOptions operavano come normali broker online di opzioni binarie: un prodotto che promette al cliente un pagamento fisso se indovina la direzione del prezzo di un'attività entro un intervallo di tempo limitato. Entrambi i marchi appartenevano a una società israeliana e reclutavano attivamente clienti all'estero, per lo più persone senza alcuna esperienza di borsa, che percepivano la piattaforma come un servizio finanziario legittimo, con un'interfaccia professionale e i suoi «account manager personali».
Il meccanismo della truffa diventava evidente soltanto quando il cliente provava a prelevare. Secondo i racconti delle vittime, i rappresentanti delle società bloccavano il pagamento con i pretesti più vari e chiedevano di versare somme aggiuntive: per «sbloccare» il conto, per pagare commissioni o imposte. Non si trattava più di una semplice manipolazione finanziaria, ma di una condotta con i tratti dell'estorsione: il cliente era costretto a pagare ancora e ancora per poter accedere al denaro che aveva già versato. È esattamente la situazione in cui si è trovata una donna di Singapore, che tramite un avvocato ha presentato una denuncia formale alla polizia di Tel Aviv, indicando una perdita fino a 500.000 dollari.
Quella denuncia ha dato l'avvio a un'indagine che è proseguita in via riservata per diversi mesi. La polizia di Tel Aviv ha monitorato l'attività delle società, raccolto prove e nel 2017 ha arrestato il proprietario, Elliran Saada, con l'accusa di truffa, alterazione dei rendiconti, falso documentale ed estorsione. All'arresto è seguita una perquisizione negli uffici della società, con sequestro delle apparecchiature informatiche. Nel corso delle indagini è emerso che la denuncia della cliente di Singapore non era affatto un caso isolato: agli inquirenti sono arrivate le dichiarazioni di altre vittime, da diversi Paesi.
Una sentenza a carico di Elliran Saada non risulta documentata dalle fonti pubbliche disponibili: al momento dell'arresto gli erano contestati indizi di reato, non un'imputazione definitiva conclusa da una condanna. È noto invece che i siti InsideOption e SecuredOptions hanno cessato l'attività, in coincidenza con la stretta generale delle autorità israeliane sul settore delle opzioni binarie, sfociata nel divieto totale del prodotto nel Paese.
Pubblicato il 16 gennaio 2024
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