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← Torna al Centro conoscenzeSchemi Ponzi e piramidali

Forsage: lo smart contract «decentralizzato» che si è rivelato uno schema piramidale da 340 milioni di dollari

Il progetto si presentava come qualcosa di radicalmente nuovo per il mercato cripto: uno smart contract asseritamente del tutto decentralizzato, capace di funzionare senza una direzione, senza uffici e fuori da qualsiasi regolamentazione. Questa confezione di indipendenza tecnologica nascondeva una meccanica piramidale del tutto familiare, che nell'arco di qualche anno ha sottratto centinaia di milioni di dollari a investitori di tutto il mondo.

Forsage è partita dall'idea di uno smart contract «a matrice» su una rete blockchain: i partecipanti versavano criptovaluta e reclutavano nuove persone, mentre la distribuzione del denaro tra i membri della catena avveniva automaticamente tramite il codice, il che avrebbe escluso il fattore umano e ogni possibilità di raggiro. Questa rappresentazione di neutralità tecnologica — «non siamo noi, è soltanto uno smart contract» — è diventata il principale strumento di fiducia: l'iscrizione non richiedeva documenti e i materiali di marketing insistevano sulla «decentralizzazione» come garanzia di legalità.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, però, il guadagno dei partecipanti si formava esclusivamente attraverso il reclutamento di nuove persone nella struttura: lo smart contract si limitava ad automatizzare la distribuzione del denaro di un modello piramidale e non generava alcun valore economico reale. La somma complessiva raccolta presso investitori di tutto il mondo è stata stimata dagli inquirenti tra 300 e 340 milioni di dollari.

Nell'agosto 2022 l'autorità di vigilanza statunitense sui mercati finanziari (SEC) ha promosso un'azione civile contro undici persone, tra cui i quattro fondatori del progetto e una rete di promoter statunitensi. Nel febbraio 2023 il Dipartimento di Giustizia statunitense vi ha aggiunto le imputazioni penali. Uno dei fondatori, Vladimir Okhotnikov, nel 2024 è stato condannato in contumacia dal tribunale di Tbilisi a 10 anni di reclusione per il riciclaggio collegato al progetto ed è tuttora ricercato in forza di un mandato d'arresto.

La cofondatrice Olena Oblamska, nota con lo pseudonimo «Lola Ferrari», è stata arrestata in Thailandia ed estradata negli Stati Uniti, dove è comparsa davanti al giudice dichiarandosi non colpevole; il suo procedimento, come quelli a carico delle altre persone coinvolte nel progetto, è tuttora in corso e nei suoi confronti non è stata finora pronunciata alcuna sentenza definitiva.

Perché è importanteLa tecnologia blockchain, di per sé, non rende lecito un progetto. Se il guadagno dipende strutturalmente dal reclutamento di nuovi partecipanti e non da un valore o da un'attività reali, allora è uno schema piramidale — a prescindere dal codice con cui è automatizzato.

Pubblicato il 7 febbraio 2023

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