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Finiko: il più grande schema piramidale russo degli ultimi decenni

Il progetto prometteva un rendimento che, per i parametri del mercato finanziario legale, appariva fantastico: tra il 20 e il 30% al mese, cioè molte volte più di quanto qualunque strumento d'investimento regolamentato possa offrire in un anno intero. Finiko, sviluppata da Kirill Doronin a partire dal 2019, è diventata uno degli schemi piramidali più clamorosi degli ultimi anni nello spazio post-sovietico, anche se gli inquirenti hanno più volte rivisto l'effettiva entità del danno provocato.

Dall'agosto 2019 alle persone veniva proposto, in nome di Finiko, un reddito passivo: le somme conferite si sarebbero moltiplicate grazie a investimenti in mercati azionari, criptovalute e altri strumenti di trading, e ai partecipanti veniva garantito un rendimento fino al 25% al mese. Il progetto veniva diffuso in modo capillare attraverso una rete di ambasciatori e i social network, attirando nuovi investitori con promesse di guadagno irraggiungibili per qualsiasi prodotto finanziario tradizionale.

Le stime del danno sono cambiate sensibilmente nel corso delle indagini. Una prima valutazione del Ministero dell'Interno russo (MVD) del 2021 parlava di oltre 7.700 persone danneggiate e di un danno superiore a un miliardo di rubli. L'imputazione definitiva formulata nel 2024 ha però confermato dimensioni molto più ridotte e documentalmente provate: circa 159-160 danneggiati, per una somma di circa 209 milioni di rubli, benché negli atti compaiano più di 900 testimoni.

Kirill Doronin è stato arrestato il 30 luglio 2021 a Kazan; a lui e a nove suoi sodali sono state contestate la costituzione di un'associazione criminale e la truffa di particolare gravità. Il processo davanti al tribunale Vachitovskij di Kazan si è protratto per anni: le udienze a carico di Doronin e del suo entourage sono proseguite sia nel 2024 sia nel 2025 e il tribunale ha continuato a sentire nuove parti offese. Doronin si dichiara non colpevole.

Nel frattempo sono già arrivate le prime condanne per singoli partecipanti allo schema: una delle «star» di Finiko, Lilija Nurieva, ha rimediato 4 anni e 6 mesi di reclusione, benché l'accusa ne avesse chiesti 6 e 6 mesi. Nei confronti di Doronin, invece, allo stato non è stata pronunciata alcuna sentenza definitiva e la sua posizione resta quella di imputato, la cui colpevolezza non è ancora stata accertata in giudizio.

Perché è importanteLe cifre ufficiali del danno possono cambiare molto nel corso delle indagini, e un procedimento su un grande schema piramidale può trascinarsi per anni anche dopo l'arresto degli organizzatori. In Carrara e Associati consigliamo a chi è stato danneggiato da schemi di queste dimensioni di non attendere la sentenza definitiva, ma di farsi assistere subito, appena la truffa emerge: le prove vanno messe al sicuro per tempo e i termini per agire in sede penale sono brevi.

Pubblicato il 16 maggio 2023

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