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Banc de Binary: quando una pubblicità di marca copriva la manipolazione dei prezzi

Per nove anni la società cipriota è apparsa come un marchio finanziario rispettabile: licenza CySEC, sito professionale, pubblicità in tutto il mondo. Fondata nel 2009 dall'imprenditore israelo-americano Oren Shabat Laurent, ottenne lo status di uno dei primi broker di opzioni binarie autorizzati dalla CySEC e per anni raccolse clienti in decine di Paesi. Stando agli atti di causa della CFTC e della SEC, dietro quella facciata operava una piattaforma che manipolava i prezzi sul proprio circuito di negoziazione e interrompeva il collegamento con il cliente esattamente quando questi cominciava a vincere.

Banc de Binary costruì fin dall'inizio l'immagine di un operatore grande e legale. La società fu fondata nel gennaio 2009 e nel gennaio 2013 ottenne la licenza dell'autorità cipriota di vigilanza sui mercati e sugli strumenti finanziari, tra i primi broker di opzioni binarie a riuscirci. La licenza CySEC divenne il principale asset di marketing: pubblicità online massiccia, video su YouTube e campagne e-mail presentavano la società come un marchio finanziario regolamentato a cui affidare i propri risparmi e reclutavano clienti in tutto il mondo, compresi gli Stati Uniti, dove la società formalmente non poteva nemmeno operare.

Le prime crepe in quell'immagine si aprirono già nel 2013. A giugno la CFTC depositò una citazione civile davanti alla corte federale del Nevada, contestando a Banc de Binary la violazione del divieto di negoziazione di opzioni fuori borsa e l'accettazione ed esecuzione di ordini di clienti americani senza disporre della registrazione come broker. Una causa parallela della SEC aggiunse l'accusa di aver sollecitato investitori negli Stati Uniti tramite pubblicità e campagne di spam senza aver registrato l'offerta di strumenti finanziari. Nell'agosto 2013 a Banc de Binary fu vietato di accettare nuovi clienti statunitensi e nel maggio 2014 la CFTC estese la causa a tre società collegate, chiamate in giudizio come convenute. Secondo la ricostruzione delle autorità di vigilanza e i reclami dei clienti il meccanismo era semplice: la piattaforma manipolava i parametri di negoziazione in modo da generare operazioni in perdita per il cliente, si rifiutava di accreditare le somme sui conti e bloccava il prelievo dei guadagni — il trading e l'assistenza, insomma, diventavano irraggiungibili proprio nel momento in cui il cliente cominciava a vincere.

L'epilogo arrivò nel 2016. La società definì con la SEC e la CFTC una transazione da 11 milioni di dollari, senza ammettere né negare le proprie responsabilità, come è tipico di questo genere di accordi: 7,1 milioni di dollari a titolo di restituzione delle somme incamerate, altri 3,95 milioni circa a titolo di sanzioni delle due autorità, e Laurent versò personalmente altri 150.000 dollari. La parte maggiore della somma, oltre 9 milioni di dollari, confluì — sotto la supervisione della National Futures Association statunitense — in un fondo di indennizzo per i clienti americani danneggiati. Nello stesso 2016 la CySEC inflisse alla società una sanzione di 350.000 euro per il mancato rispetto della normativa sui servizi di investimento, mentre l'AMF francese e la FSMA belga pubblicarono proprie avvertenze, inserendo Banc de Binary tra i broker verso cui gli investitori locali dovevano usare cautela.

Il 9 gennaio 2017 i vertici annunciarono la chiusura, richiamando un «clima mediatico costantemente negativo», e rinunciarono volontariamente alla licenza CySEC, perdendo così il diritto di operare nell'Unione europea. Non vi fu alcun procedimento penale a carico del fondatore o del top management: tutte le definizioni rimasero sul piano civile e la società non riconobbe formalmente alcuna responsabilità.

Perché è importanteLa presenza di una licenza rilasciata da un'autorità di vigilanza non garantisce di per sé la correttezza di una società. Se l'operazione diventa «per caso» irraggiungibile proprio nel momento in cui il cliente è in guadagno e nello stesso istante l'assistenza «non funziona», si tratta di un segnale tipico di manipolazione della piattaforma, non di un incidente tecnico. Carrara e Associati lo ripete: la licenza di un'autorità di vigilanza è il punto di partenza della verifica, non la sua conclusione, e ai nostri assistiti consigliamo di controllare anche lo storico dei reclami presentati contro la società presso l'autorità stessa.

Pubblicato il 4 luglio 2023

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